Domande Frequenti
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Anna e il metodo
La maggior parte dei consulenti di brand strategy viene dal marketing o dalla comunicazione digitale. Io vengo dal lusso.
Ho diretto il visual merchandising globale di Akris. Ho lavorato quotidianamente agli standard operativi di LVMH, Kering e Richemont. Ho fondato un'impresa, l'ho vista crescere e l'ho vista incontrare i propri limiti. Ho studiato strategia aziendale, retail omnicanale e customer experience non prima di fare questo lavoro, nel mezzo di una carriera già costruita.
Quello che porto non è solo metodo. È una lettura che si forma in anni di presenza nei posti giusti, nelle boutique, negli headquarters delle maison, nelle stanze dove si prendono le decisioni che contano.
La differenza, nella pratica, è che non lavoro solo su come un brand comunica. Lavoro su come viene vissuto: in ogni touchpoint, fisico e digitale. Sono poche le persone che sanno fare entrambe le cose con la stessa competenza. Io sono una di quelle.
Il lusso e il fashion sono il territorio in cui sono più rodata, conosco i codici, i ritmi, le aspettative e gli standard da dentro. Se sei in quel settore, è probabile che quello che porto sia difficile da trovare altrove.
Detto questo, il metodo che uso — costruire coerenza tra identità, esperienza e presenza — funziona per qualsiasi azienda o professionista che operi nel segmento premium o che aspiri a posizionarsi in modo autorevole.
Ho lavorato con startup, PMI e professionisti che non venivano dal lusso ma che volevano lo stesso livello di cura e precisione.
Se non sei sicura che il tuo contesto sia quello giusto, la call conoscitiva è il momento per capirlo insieme, senza impegno da nessuna parte.
Sono una consulente indipendente.
Per i servizi che richiedono competenze tecniche specializzate (come sviluppo sito, gestione campagne, email marketing) all'occorrenza posso avvalermi di una rete di partner selezionati che lavorano sotto la mia regia. I contratti con loro sono diretti cliente-fornitore: sai sempre con chi stai lavorando e quanto stai pagando. Io coordino i briefing, le revisioni e i criteri di accettazione e rispondo del risultato finale.
La scelta di lavorare in questo modo non è una garanzia. Significa che ogni progetto ha un solo punto di riferimento strategico, e che quel punto di riferimento sono io.
Sono basata tra Pisa, Firenze, Lugano e St. Gallen.
La maggior parte del lavoro si svolge da remoto, il che significa che posso lavorare con chiunque, ovunque nel mondo.
Per i servizi che prevedono presenza fisica (sopralluoghi in store, formazione team, sessioni di stile in presenza, direzione creativa on-site, eventi) mi sposto. I costi di trasferta vengono calcolati separatamente e concordati prima dell'inizio del progetto, senza sorprese.
Sì e probabilmente posso aiutarti meglio di quanto ti aspetti.
Il visual merchandising e il retail mi hanno insegnato una cosa che chi lavora solo sul digitale fatica a capire: la coerenza di un brand si costruisce su ogni touchpoint, non solo su quelli che si vedono da uno schermo. Quando lavoro sul sito o sulla strategia di contenuto di un brand, lo faccio con la stessa logica con cui progetterei un allestimento di boutique: partendo dall'identità e arrivando all'esperienza che il cliente deve vivere.
Il risultato è una presenza digitale che non sembra digitale nel senso deteriore del termine: costruita in fretta, senz'anima, uguale a tutte le altre. Sembra un brand che sa chi è.
Se hai bisogno di supporto specificamente sul digitale, sei nel posto giusto.
Come si lavora insieme
Tutto inizia da una call conoscitiva di 30 minuti gratuita e senza impegno. Non è una presentazione dei servizi. È una conversazione in cui mi racconti dove sei, cosa stai cercando e cosa non sta funzionando come vorresti. Io ascolto, faccio domande e alla fine ti dico onestamente se e come posso aiutarti, e quale servizio ha senso per il tuo momento specifico.
Se decidiamo di procedere, il passo successivo dipende dal servizio scelto. Per i progetti più strutturati, parte un onboarding formale: un questionario approfondito che ti chiedo di completare prima della prima sessione di lavoro. Non è burocrazia, è il modo in cui arrivo alla prima chiamata già con una lettura chiara della tua situazione, senza sprecare il tuo tempo a raccogliere informazioni che potevi darmi prima.
Da lì, lavoriamo secondo una roadmap condivisa con milestone precise. Sai sempre dove siamo, cosa viene dopo e quando puoi aspettarti i deliverable.
Dipende dal servizio. I progetti più brevi, come L'Orientamento o Il Documento, si concludono nel giro di una settimana o due dalla call iniziale. I percorsi più strutturati, come Il Riposizionamento o gli Sprint per le Aziende, durano dalle quattro alle dodici settimane a seconda della profondità di intervento.
Una cosa che ci tengo a sottolineare: le tempistiche che indico sono quelle in cui consegno io. La velocità del progetto dipende anche da quanto materiale riesci a fornire e da quanto rapidamente riesci a rispondere nelle fasi di revisione. Questa premessa onesta evita le aspettative disallineate.
Scale with Identity e La Continuità hanno una struttura diversa: sono partnership nel tempo, con una durata definita all'inizio e checkpoint periodici per valutare i progressi e aggiustare la rotta.
La grande maggioranza del lavoro si svolge da remoto, il che non è una limitazione, è una scelta. Significa che possiamo lavorare insieme indipendentemente da dove sei nel mondo, senza perdere tempo in logistica.
Ci sono però servizi in cui la presenza fisica fa una differenza reale, e in quei casi è disponibile. Le sessioni di stile e la scelta degli outfit nel Riposizionamento possono essere svolte in presenza. I sopralluoghi in store, la formazione team, la direzione creativa on-site per eventi e shooting sono previsti fisicamente quando il progetto lo richiede.
In tutti questi casi, i costi di trasferta vengono calcolati separatamente e concordati prima di iniziare, senza sorprese in fattura.
Ogni servizio include un numero preciso di revisioni, indicato nella descrizione — di solito una o due, a seconda del formato. Ogni revisione ha un perimetro chiaro: raccoglie i tuoi feedback, li incorpora e restituisce una versione aggiornata.
Non è un processo a ciclo infinito e non lo è per una ragione precisa: la mia esperienza dice che i progetti che non hanno un limite alle revisioni tendono a non concludersi mai, non perché il lavoro non vada bene, ma perché senza un confine è difficile distinguere il miglioramento dalla perfezione impossibile.
Se dopo le revisioni incluse hai ancora bisogno di modifiche, è possibile aggiungerne di extra a un costo definito. Lo saprai in anticipo — è scritto nella Guida ai Servizi che trovi sul sito all'interno di ogni servizio.
Prediligo un lavoro one-to-one. Specialmente per i servizi dedicati ai professionisti è parte integrante del metodo: la narrativa professionale si costruisce in un rapporto diretto, non attraverso intermediari.
Per i progetti con Brand e Aziende il coinvolgimento del team dipende dal tipo di servizio. In alcuni casi il team è parte attiva del processo. In altri, preferisco interfacciarmi con un solo referente per evitare che il progetto si disperda in troppi input difficili da riconciliare.
Di solito definiamo insieme la struttura di lavoro ottimale durante la call conoscitiva, prima ancora di firmare qualsiasi cosa.
Tre cose, essenzialmente.
La prima è onestà. Su dove sei, su cosa non ha funzionato finora, su cosa ti spaventa. Non ho bisogno che tu mi mostri solo il lato migliore, ho bisogno di capire la situazione reale per costruire qualcosa che funzioni davvero.
La seconda è tempo. Non molto, ma quello che c'è deve essere di qualità. Un questionario compilato con cura prima della call vale più di un'ora di conversazione improvvisata. Un feedback chiaro nelle fasi di revisione vale più di settimane di andirivieni via mail.
La terza è fiducia nel processo. Non nel senso di accettare tutto passivamente, anzi, voglio che tu faccia domande e che tu mi dica quando qualcosa non ti convince. Ma la strategia richiede di resistere alla tentazione di tornare indietro ogni volta che arriva un dubbio.
Il mio lavoro è costruire qualcosa di solido. Il tuo è darmi lo spazio per farlo.
Per i professionisti
Se non sai da dove cominciare, probabilmente il posto giusto è L'Orientamento. Non perché sia il servizio “base”, ma perché è quello progettato esattamente per chi si trova dove sei tu: sa che qualcosa non funziona, intuisce di dover fare qualcosa, ma non ha ancora abbastanza chiarezza per sapere cosa.
In 90 minuti di lavoro insieme analizziamo il tuo profilo, identifichiamo i gap tra chi sei e come appari, e costruiamo una roadmap concreta dei passi successivi. Esci con una direzione chiara e con la certezza di non stare investendo nel posto sbagliato.
Se invece hai già le idee abbastanza chiare su cosa ti serve (solo il CV, CV e LinkedIn insieme, o un percorso più profondo sull’identità professionale) la call conoscitiva gratuita è il modo più veloce per capire quale formato fa al caso tuo. Trenta minuti, nessun impegno.
Dipende da cosa stanno facendo per te adesso.
Se stai mandando candidature e non ricevi risposte, se i recruiter che ti contattano non sono quelli giusti, se quando qualcuno legge il tuo profilo non capisce immediatamente il tuo valore — allora sì, ha senso riscriverli. Non perché quello che hai sia sbagliato, ma perché probabilmente non sta lavorando per te nel modo in cui dovrebbe.
Un CV e un LinkedIn riscritti con una logica strategica non sono solo più belli da leggere. Sono costruiti per fare una cosa precisa: mettere la persona giusta nella condizione di capire immediatamente perché meriti di essere nella stanza. Se i tuoi documenti attuali non stanno facendo questo lavoro, riscriverli da zero è quasi sempre la scelta più efficiente, più veloce e più solida che cercare di aggiustare quello che c'è.
Se hai dubbi, puoi inviarmi i tuoi documenti prima della call. Li leggo e ti dico onestamente cosa vedo.
Sono servizi distinti, ma progettati per completarsi.
Il Riposizionamento lavora su stile, voce, postura e presenza digitale, include una sessione dedicata alla bio e al tono di voce su LinkedIn, ma non la riscrittura completa del CV e del profilo.
È un percorso sull’identità professionale nella sua interezza, non un intervento sui documenti.
Se dopo — o durante — il Riposizionamento emerge la necessità di riscrivere anche CV e LinkedIn in modo approfondito, si può aggiungere Il Ritratto o L’Autorità come percorso complementare. In quel caso, essendo già cliente, la call di posizionamento iniziale viene saltata perché ci conosciamo già e il lavoro parte da un punto di partenza molto più solido.
In generale: se il tuo bisogno principale è aggiornare i documenti, parti dalla Riscrittura. Se senti che il problema è più profondo, che non è solo questione di CV ma di come ti presenti nel mondo, parti dal Riposizionamento.
Sono aperti a tutti. Il linguaggio del sito usa spesso il femminile perché il target principale dei servizi per i professionisti è prevalentemente femminile: professioniste tra i 30 e i 50 anni in transizione o evoluzione di carriera nel lusso e nel fashion. Ma non è un’esclusiva.
Ho lavorato con uomini e il metodo funziona allo stesso modo. L’identità professionale, la narrativa, la presenza, sono sfide che non hanno genere.
Se ti riconosci nel problema che i miei servizi risolvono, sei nel posto giusto.
Sì e aggiungo che alcune delle evoluzioni professionali più interessanti con cui ho lavorato riguardano esattamente persone che hanno attraversato i 50 con un bagaglio importante e la sensazione che la loro immagine professionale non stesse più raccontando tutto quello che avevano costruito.
Il mercato del lusso e del fashion ha un rapporto complicato con l’età, lo so. Ma l’autorità che viene dall’esperienza reale, quando viene comunicata nel modo giusto, non ha concorrenza. Il mio lavoro è costruire quella comunicazione e farlo con la precisione che il tuo percorso merita.
Se hai dubbi specifici su come il tuo contesto si inserisce in quello che faccio, parliamone nella call conoscitiva. È esattamente il tipo di conversazione per cui quella call esiste.
È uno dei casi in cui lavoro più volentieri, perché la transizione verso il lusso richiede un tipo di lavoro preciso sulla narrativa professionale che chi è già dentro il settore non sempre capisce fino in fondo.
Entrare nel lusso non significa solo avere le competenze giuste. Significa saper raccontare il proprio percorso con i codici giusti, mostrare non solo cosa sai fare, ma che capisci come funziona quel mondo, cosa significa lavorare a quegli standard, perché vuoi farne parte. Un CV scritto in modo generico, anche se tecnicamente ottimo, non passa il primo filtro di chi seleziona per una maison.
Ho aiutato professionisti a fare questo salto da settori diversi, con background molto diversi.
Quello che funziona quasi sempre è partire dall’Orientamento, per capire quali sono i tuoi punti di forza reali agli occhi di chi seleziona nel lusso e dove invece hai bisogno di lavorare prima di presentarti.
Per i brand e le aziende
Dipende da dove sei e da cosa stai cercando.
Se il tuo brand è appena nato e non hai ancora validato il prodotto sul mercato, il posto giusto da cui partire è La Diagnosi — per capire se il posizionamento che hai in mente regge, dove sono i gap e in quale direzione vale la pena investire. È un investimento contenuto che ti evita di spendere budget significativi in direzioni sbagliate.
Se invece hai già una trazione iniziale, qualche cliente, qualche vendita, un’identità che comincia a prendere forma, allora i servizi di Posizionamento e Crescita sono costruiti esattamente per te. Il fatto che il brand sia piccolo non è un ostacolo. È anzi il momento migliore per costruire fondamenta solide: è molto più semplice costruire bene dall’inizio che correggere dopo.
L’unica cosa che non faccio è lavorare con brand che non hanno ancora deciso chi vogliono essere. Non perché non possa aiutarti a capirlo — La Diagnosi serve anche a questo — ma perché un progetto di posizionamento richiede una visione di partenza su cui lavorare. Se quella visione non esiste ancora, il primo passo è costruirla.
È una domanda che merita una risposta onesta.
Le agenzie di comunicazione sanno produrre contenuti, gestire campagne, costruire un piano editoriale. Quello che fanno raramente è chiedersi se il posizionamento strategico su cui tutto quello poggia è quello giusto, o se la presenza digitale che stanno costruendo è coerente con quello che il cliente vive in store, in boutique, a un evento.
Quello che porto è una lettura che viene da prima della comunicazione. Non parto da “cosa diciamo” — parto da “chi sei davvero, come lo vive il tuo cliente e dove stai perdendo coerenza”. È un livello di intervento diverso, che non sostituisce quello dell’agenzia ma lo rende molto più efficace.
In molti casi lavoro in parallelo con agenzie già operative, fornendo la direzione strategica e i sistemi di riferimento che l’agenzia usa per produrre. Il risultato è che l’agenzia lavora meglio, più velocemente e con meno correzioni di rotta. Se hai già un’agenzia e senti che qualcosa non sta funzionando come dovrebbe, probabilmente il problema non è l’agenzia — è che manca un sistema strategico a cui ancorarsi.
Dipende da quale servizio scegli.
In “Il Posizionamento” costruisco il sistema: la strategia, i contenuti, i format, le guidelines, gli asset pronti per l’esecuzione. Quello che consegno alla fine è tutto il necessario per partire. La gestione continuativa — aggiornare il sito, pubblicare i contenuti, mandare le newsletter, ottimizzare le campagne — non è inclusa, ed è giusto che sia così: sono due cose diverse, con logiche e tempi diversi.
La gestione continuativa è invece esattamente quello che fa “La Continuità”, il formato di partnership modulare da uno a sei mesi. Lì definiamo insieme un perimetro preciso: cosa gestisco io, cosa gestisce il tuo team, cosa viene affidato a partner tecnici specializzati sotto la mia regia.
Se la tua domanda è “ma quindi chi gestisce tutto dopo che avete finito?” la risposta è: dipende da cosa costruiamo insieme.
Nella call conoscitiva ti aiuto a capire quale combinazione di Posizionamento e Continuità ha senso per il tuo momento specifico.
Certo, e non è una novità. Ho diretto progetti per Akris con boutique a Tokyo, eventi a New York, mostre a Zurigo, sfilate a Parigi. Ho lavorato con team multiculturali in fusi orari diversi. Gestire relazioni di lavoro a distanza e su scala internazionale è parte del mio background, non un adattamento.
Lavoro regolarmente con clienti in Svizzera e con brand che operano su mercati internazionali. Se il tuo progetto ha una dimensione globale o stai pianificando un’espansione internazionale, è qualcosa che so leggere dall’interno, non solo in teoria.
Le sessioni si svolgono in italiano o in inglese, a seconda della preferenza.
Puoi scegliere esattamente quello che ti serve adesso, niente di più.
Tutti i servizi sono progettati per essere modulari: puoi partire da La Diagnosi e fermarti lì. Puoi prendere solo “Il Sistema” senza toccare la presenza digitale. Puoi scegliere “I Contenuti” senza ristrutturare il sito. Non esiste un percorso obbligato.
L’unica cosa che ti chiedo è di essere onesta su dove sei e cosa stai cercando, perché a volte quello che sembra il bisogno più urgente non è il punto da cui ha senso cominciare. Se durante la call conoscitiva vedo che stai per investire nel posto sbagliato, te lo dico. Non è nel mio interesse vendere un servizio che non ti servirà.
Detto questo: i servizi sono progettati anche per funzionare insieme e quando vengono combinati in modo intelligente producono risultati molto più solidi che presi singolarmente. Se c’è una combinazione che ha senso per il tuo momento, te la propongo, ma la decisione è sempre tua.
Significa che per la parte tecnica dello sviluppo — la costruzione vera e propria del sito — mi avvalgo di sviluppatori e specialisti selezionati di At Studio, con cui ho un rapporto di lavoro consolidato. Il contratto con loro è diretto: saprai chi sono, quanto costa il loro lavoro, non ci sono costi nascosti nella mia parcella.
Il mio ruolo in quella fase è di direzione e controllo qualità: scrivo il brief, definisco i criteri di accettazione, revisiono ogni consegna e mi assicuro che quello che viene costruito rispetti esattamente la strategia e l’identità che abbiamo progettato insieme. È lo stesso modello con cui si lavora nelle maison: un direttore creativo non cuce i vestiti, ma risponde di ogni punto.
In pratica hai un interlocutore unico per tutto il progetto — io — con la certezza che la parte tecnica è nelle mani di persone competenti che sanno cosa devono fare e perché.
Prezzi e modalità
Ho fatto una panoramica raccogliendo tutto in un unico documento: La Guida ai Servizi. Contiene la descrizione dettagliata di ogni servizio, i formati disponibili e i prezzi aggiornati. Puoi scaricarla direttamente dalla pagina del servizio che ti interessa, lasciando la tua email.
L'alternativa è fissare una call conoscitiva per parlarne, capire quelle che sono le tue reali esigenze e costruire un preventivo su misura per te e quello che ti serve davvero.
Sì. I prezzi per il mercato svizzero sono indicati in CHF e riflettono il costo della vita e gli standard del mercato locale.
Trovi entrambe le tariffe nella Guida ai Servizi.
Se sei basata in Svizzera o il tuo brand opera principalmente sul mercato svizzero, si applicano automaticamente le tariffe in CHF. Per progetti che coinvolgono entrambi i mercati — cosa che succede più spesso di quanto si pensi, soprattutto per brand in espansione tra Italia e Svizzera — definiamo insieme la tariffa più appropriata nella call conoscitiva.
Sì, per la maggior parte dei servizi è prevista la possibilità di dilazionare il pagamento. La struttura standard per i progetti a progetto è un acconto alla firma e il saldo alla consegna.
Per i percorsi più lunghi, come Il Riposizionamento per i professionisti, o il Posizionamento e La Crescita per le aziende, il pagamento può essere distribuito in più tranche legate alle milestone del progetto.
Per La Continuità e Scale with Identity il pagamento mensile è già strutturato nella natura stessa del servizio, non è una rateizzazione, è il formato con cui funziona.
Se hai esigenze specifiche legate alla liquidità o alla pianificazione del budget, dimmelo nella call conoscitiva. Non è una conversazione scomoda è parte di quello che serve per costruire un accordo che funzioni per entrambe.
In parte sì e con condizioni diverse a seconda dei servizi.
Per i professionisti, il costo dell'Orientamento è deducibile al 65% da qualsiasi ulteriore servizio ai Professionisti, se il nuovo percorso viene confermato entro 15 giorni dalla sessione.
Per i brand e le aziende, il funzionamento è leggermente diverso: il 50% del costo della Diagnosi è deducibile da qualsiasi servizio di posizionamento se il progetto viene confermato entro 30 giorni dalla consegna del report.
La logica è la stessa in entrambi i casi: chi investe prima nella lettura della situazione non deve pagare due volte per arrivare al punto di partenza.
La Diagnosi o L'Orientamento non sono un costo aggiuntivo sul percorso, è il primo passo di quel percorso.
Non solo puoi, è spesso il modo più intelligente di procedere.
Iniziare con L'Orientamento o con La Diagnosi ti dà una lettura chiara di dove sei prima di impegnarti in qualcosa di più strutturato. Iniziare con un singolo documento — solo CV oppure solo LinkedIn — ti permette di valutare il metodo e il modo di lavorare su un perimetro contenuto prima di allargare il progetto.
Quello che succede spesso è che chi inizia con un servizio piccolo torna, non perché li abbia convinti io, ma perché ha visto cosa cambia quando il lavoro è fatto con quella precisione. Non è una strategia di upselling: è semplicemente quello che succede quando il primo passo funziona bene.
L'unica cosa che vale la pena sapere: chi ha già lavorato con me accede ai servizi successivi con una call iniziale più breve e spesso con condizioni dedicate perché non partiamo da zero.
Relazione e aspettative
Dipende da cosa intendi per risultati.
Se stai cercando un nuovo lavoro e vuoi sapere quando arriverà la prima risposta positiva dopo aver riscritto il CV, non posso dirtelo, perché non dipende solo da me. Quello che posso dirti è che un profilo professionale riscritto con una logica strategica cambia immediatamente la qualità delle conversazioni che genera. Non necessariamente il volume, la qualità. Meno risposte sbagliate, più risposte giuste.
Per i brand, i risultati di posizionamento si misurano su orizzonti temporali diversi a seconda dell'area di intervento. Alcuni quick wins (un sito che converte meglio, un tono di voce più riconoscibile, un allestimento che vende di più) si vedono in settimane. La costruzione di un'identità solida richiede mesi.
Quello che garantisco è la qualità del lavoro e la chiarezza degli obiettivi fin dall'inizio. Prima di cominciare qualsiasi progetto definiamo insieme come si misura il successo, così hai un riferimento concreto, non una promessa vaga.
Prima di rispondere, vale la pena chiedersi cosa significa "non va come sperato", perché le cause possono essere molto diverse.
Se il problema è nella qualità del lavoro, se quello che ho consegnato non è all'altezza di quello che avevamo concordato, si corregge. Le revisioni incluse in ogni servizio esistono proprio per questo, e se dopo le revisioni il risultato non è soddisfacente, ne parliamo direttamente. Non ho interesse a chiudere un progetto con un cliente insoddisfatto.
Se invece il problema è che i risultati nel mercato non sono arrivati come speravi (una candidatura non andata a buon fine, un lancio che non ha generato le vendite previste) la conversazione è diversa. Il mio lavoro è costruire il sistema migliore possibile. Non posso controllare il mercato, i tempi di risposta dei recruiter o le variabili esterne. Quello che posso fare è analizzare con te cosa è successo e capire se c'è qualcosa da aggiustare nel sistema.
La cosa che non faccio è sparire quando arrivano i momenti difficili. Faccio parte del progetto finché dura e questo include anche le conversazioni scomode.
Probabilmente sì, ma la risposta onesta è che ogni situazione è diversa abbastanza da rendere i confronti diretti poco utili.
Quello che posso dirti è il tipo di situazioni che incontro più spesso. Professioniste con dieci o vent'anni di carriera nel lusso che si sono evolute ma la cui presenza professionale è rimasta ferma a qualche anno fa. Brand con un prodotto forte e un'identità ancora confusa, o coerente sulla carta ma non nella realtà dei touchpoint. Founder che sanno esattamente cosa vogliono costruire ma non riescono a comunicarlo all'esterno con la stessa chiarezza con cui lo vedono dall'interno. Persone in transizione (di settore, di ruolo, di mercato) che hanno bisogno di ridisegnare completamente il modo in cui si presentano.
Se vuoi capire se ho già incontrato qualcosa di simile a quello che stai vivendo, la call conoscitiva è il posto giusto per raccontarmelo. Non ho bisogno che tu mi convinca, ho bisogno di capire.
La call conoscitiva esiste esattamente per questo.
Trenta minuti in cui mi racconti dove sei e cosa stai cercando e in cui puoi capire come lavoro, come ragiono, se il modo in cui rispondo alle tue domande ti dà fiducia o ti lascia qualche dubbio. Non è un colloquio in cui devi convincermi, né una presentazione in cui devo convincere te. È una conversazione tra pari per capire se ha senso costruire qualcosa insieme.
Se alla fine della call senti che non è il momento giusto, o che non sono la persona giusta per quello di cui hai bisogno, te lo dico io per prima o lo dici tu, senza che ci sia nulla di scomodo in questo. Non ogni progetto è il progetto giusto, e non ogni collaborazione nasce nel momento giusto.
Quello che so è che le collaborazioni che funzionano meglio iniziano sempre da una conversazione onesta. La call è quella conversazione.